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Nitidezza in funzione dell'apertura? — Il forum di Fotocontest

Tecnica fotografica

Nitidezza in funzione dell'apertura?

steferrari

Da completo neofita, e soprattutto autodidatta, spesso mi capita di scoprire per puro caso alcune nozioni che probabilmente dovrebbero essere dei pilastri della fotografia (e che fino ad allora avevo sempre ignorato).
La mia macchina è una compatta (Sony RX100 III), con un obiettivo non intercambiabile che va da 24-70 mm. L'apertura va da un minimo di f/11 ad un massimo di f/1.8 a focale grandangolare, e f/2.8 quando scatto a 70 mm.
Probabilmente la mia inesperienza finora mi ha portato a vedere il mondo o bianco o nero. Paesaggio = grandangolo tutto chiuso. Ritratto = tele tutto aperto. 
Ecco, questo approccio ottuso mi ha permesso di scattare per più di un anno senza esplorare tutte le sfumature che stanno in mezzo ai due estremi.

Recentemente mi è capitato per puro caso di scattare con una apertura intermedia, a f/5.6 se non sbaglio. L'ho fatto semplicemente per gestire la luce che arrivava da un flash esterno, non mi interessava la profondità di campo. Impiegando quella particolare apertura, mi sono reso conto però di ottenere una nitidezza estremamente superiore, l'oggetto a fuoco aveva così tanti dettagli da sembrarmi quasi "finto".

Una rapida ricerca in rete mi ha svelato che esiste questo "sweet spot" caratteristico di ciascuna lente. Ora mi chiedo, era importante che lo sapessi? Voi tenete conto di questa informazione quando scattate? è un parametro importante che va preso in considerazione nel preparare uno scatto?
5 anni fa 
FuoriclasseModeratoreGuruTerminatorGiudice medio

Alexx70

Tecnicamente la resa migliore di una lente si ha nei valori centrali dei suoi diaframmi da 5.6 a 11 .. dopo gli 11 la lente tende a andare in diffrazione mentre sotto i 5.6 tende a perdere un po' di "potere risolutivo".
Questo discorso è riferito per lenti standard .
Molti leica e ottiche particolarmente luminose sono progettate per avere la miglior resa alle aperture massime.
Leggiti il trattato di Marco Cavina sul leica 180 apo-telyt r 
5 anni fa  
GroupieLeggendaModeratoreGuruTerminatorGiudice medio

steferrari

Online ho trovato dei test piuttosto approfonditi sulla mia fotocamera che studiano la nitidezza a varie focali, al centro e agli angoli:

https://www.wimarys.com/sony-rx100-iii-review/

Il senso della domanda era, vale davvero la pena scendere a compromessi con la profondità di campo, scegliendo ad esempio un 5.6 anziché un 2.8 per incrementare la nitidezza? è un parametro importante di cui tenere conto, o lo si può relegare come curiosità da bar?
5 anni fa  
FuoriclasseModeratoreGuruTerminatorGiudice medio

Alexx70

Dipende dalla foto che devi fare e dal soggetto, dalla luce della scena ..
Può valere la pena in alcuni casi mentre in altri casi no .
Se fai un paesaggio conviene che chiudi i diagrammi con i ritratti conviene meno risolvenza e più sfocato.. 
5 anni fa  
GroupieLeggendaModeratoreGuruTerminatorGiudice medio

utente cancellato

no invece è proprio un aspetto fondamentale. Diaframmi chiusi regalano contrasto e nitidezza sopratutto nei paesaggi, che non vanno MAI fotografati con grandi aperture. Io in genere sono su f8, perchè ancora 5.6se non centri bene il punto di messa a fuoco rischi di perdere nitidezza. Ma tutto questo è chiaramente "relativo" in caso di scelte artistiche differenti.
5 anni fa  

utente cancellato

senza contare che proprio per una questione di fisica le ottiche rendono al massimo alle aperture centrali e contengono meglio aberrazioni cromatiche o flare. 
5 anni fa  

steferrari

Grazie mille ad entrambi per le risposte! :)
5 anni fa  
FuoriclasseModeratoreGuruTerminatorGiudice medio

SergioRapagna

Anche secondo me è un aspetto essenziale conoscere come funziona una macchina e la lente che si usa. Ma, oltre al tecnicismo, bisogna considerare cosa si deve fare. Secondo me la risposta a quasi tutte le domande in fotografia è: dipende. 
Come ti dice Mirko i paesaggi si fanno generalmente a diaframmi chiusi. Il motivo principale sta nel fatto che si tende ad avere la maggiore porzione possibile della scena ragionevolmente a fuoco (per ottenere questo spesso si ricorre a concetti come l'iperfocale). 
Questo è il motivo principale, poi ci sono altri "benefici" nel diaframma chiuso, come il maggiore contrasto, i punti luce a stella, ecc.. Riguardo la nitidezza dipende anche dalla lente, ma chiudendo in genere si guadagna anche in questo senso. Ma non solo, considera che nei paesaggi si scatta con il cavalletto, quindi la velocità dell'otturatore non è rilevante per il mosso, ma è rilevante per il risultato: per avere gli effetti di mare setoso o nuvole con effetto movimento bisogna utilizzare tempi lunghi, a volte serve anche montare un filtro ND. 
Ma non è una regola imprescindibile. Ci sono scatti di paesaggio in cui si utilizzano diaframmi molto aperti proprio per ridurre al minimo la pdc. L'esempio classico è il papavero in primo piano con lo sfondo sfocato, oppure gli scatti alla via lattea che sono impossibili da fare a f/11. 

Nel ritratto invece il discorso spesso si inverte. Spesso, non sempre. Le lenti da ritratto in genere hanno una migliore resa al centro a diaframmi aperti, questo perchè è essenziale avere una ridotta pdc ed in fin dei conti la nitidezza ai bordi non solo non costituisce un problema ma è un effetto che si cerca. Anche in questo caso però dipende. Negli scatti in studio, pubblicitari, fashion si scatta generalmente a f/8 o f/11 proprio perchè si cerca una maggiore nitidezza su tutta la figura. Ma anche in questi 2 casi esiste anche il contrario, cioè non è detto che il risultato che voglio ottenere per uno scatto fashion sia per forza quello classico, posso anche utilizzare altre idee, cosi come il ritratto in esterna non è detto che lo si faccia sempre a tutta apertura. L'esempio classico è il ritratto di gruppo: se metto a fuoco il soggetto davanti non avrò a fuoco la persona che sta alle spalle e a quel punto chiuderò un po' per avere maggiore pdc. 
Questo in relazione anche alla lente utilizzata ed alla distanza tra lente e soggetto: se sono a 24mm chiudere da f/2.8 a f/4 mi porta ad avere una maggiore pdc che chiudendo della stessa misura con una focale di 70mm. Meno distanza c'è tra la lente e il punto di messa a fuoco minore sarà la profondità di campo.

Una cosa che spesso non viene detta: la dimensione del sensore influisce sulla pdc: più un sensore è grande più è facile ottenere una ridotta pdc. Questo è anche uno dei motivi per cui per i ritratti si usano delle full frame. Riguardo alla tua macchina con sensore da 1 pollice, avere tutto a fuoco è molto più facile che con una macchina con sensore più grande. Sarà più difficile invece sfocare lo sfondo rispetto ad una macchina full frame

In ogni caso se vuoi dare uno sguardo più approfondito alle caratteristiche delle lenti e delle macchine puoi dare uno sguardo a dxomark.com. Qui trovi tutti i grafici di quasi tutte le lenti e macchine. È un sito indipendente che non viene pagato dalle case produttrici ed è il punto di riferimento in questo campo.
5 anni fa  
GroupieLeggendaModeratoreGuruTerminatorGiudice medioDocenteCyranoEminenza

steferrari

Ciao sergio! è sempre un piacere leggere le tue risposte, ogni volta che intervieni sul forum sembra di assistere ad una lezione di fotografia! Ti ringrazio davvero tanto. 
Naturalmente i concetti di profondità di campo in funzione dell'apertura mi erano noti, ci mancherebbe. Semplicemente avevo notato che la mia lente, quando non è completamente spalancata, può fornire delle performance di nitidezza decisamente superiori. 
Come però sottolinei giustamente anche te, con il mio sensore piccolo è difficile raggiungere piccole profondità di campo, motivo per cui tendenzialmente non esito ad aprire tutto sempre e comunque (se mi serve una scarsa dof).
Mi sembra chiaro che nel caso della mia macchina sia un fattore piuttosto ininfluente, però se un giorno mai passerò alle reflex e dovrò acquistare delle lenti sicuramente terrò a mente il tuo consiglio, e valuterò le ottiche anche sotto questo aspetto di sweet spot.
Grazie ancora! :)
5 anni fa  
FuoriclasseModeratoreGuruTerminatorGiudice medio

CLOSE-ENOUGH

Dopo i sempre precisi interventi di Sergio è difficile aggiungere qualcosa, ma noto che non abbiamo affrontato il problema delle vibrazioni , dei tempi di scatto, dell' uso dei treppiedi, del valore di iso.
Un ottica affilata come un rasoio, usata con un tempo lungo, con una macchina impugnata in maniera tremolante, senza stabilizzatore o senza treppiede avra fatalmente del micromosso che non si può correggere  (al contrario della nitidezza), e stesso dicasi per la presenza di rumore digitale per iso troppo alti.
Detto questo per seguire il tuo ragionamento, mi permetto tuttavia di farti un ulteriore domanda : sei certo che la nitidezza sia sempre un valore assoluto e che morbidezza nei contrasti o matericità dell' immagine o parti "slighty out of focus" non siano un valore aggiunto in senso artistico od espressivo ?.
L' ultima foto aggiunta ad Editor's choice è stata fatta con una pellicola scaduta , non ha alcuna velleità di nitidezza ma è una delle più belle ed espressive di questo sito....e purtroppo non è stata presa in considerazione per la finale per questo tabù assoluto, questo sacro graal della nitidezza, della messa a fuoco della definizione . 
Nitidezza è una bellissima cosa ma la fotografia è (anche ) altro.
5 anni fa  
LeggendaModeratoreGuruSentinellaGiudice medio

steferrari

Ti ringrazio @CLOSE-ENOUGH per avermi fatto notare la foto editor's choice. Mi era sfuggita! naturalmente non sempre è fondamentale avere una altissima nitidezza, dipende da cosa stiamo fotografando, e soprattutto da come vogliamo raccontare il soggetto della foto all'osservatore.
5 anni fa  
FuoriclasseModeratoreGuruTerminatorGiudice medio

kalonik

SergioRapagna ha scritto:
Anche secondo me è un aspetto essenziale conoscere come funziona una macchina e la lente che si usa. Ma, oltre al tecnicismo, bisogna considerare cosa si deve fare. Secondo me la risposta a quasi tutte le domande in fotografia è: dipende. 
Come ti dice Mirko i paesaggi si fanno generalmente a diaframmi chiusi. Il motivo principale sta nel fatto che si tende ad avere la maggiore porzione possibile della scena ragionevolmente a fuoco (per ottenere questo spesso si ricorre a concetti come l'iperfocale). 
Questo è il motivo principale, poi ci sono altri "benefici" nel diaframma chiuso, come il maggiore contrasto, i punti luce a stella, ecc.. Riguardo la nitidezza dipende anche dalla lente, ma chiudendo in genere si guadagna anche in questo senso. Ma non solo, considera che nei paesaggi si scatta con il cavalletto, quindi la velocità dell'otturatore non è rilevante per il mosso, ma è rilevante per il risultato: per avere gli effetti di mare setoso o nuvole con effetto movimento bisogna utilizzare tempi lunghi, a volte serve anche montare un filtro ND. 
Ma non è una regola imprescindibile. Ci sono scatti di paesaggio in cui si utilizzano diaframmi molto aperti proprio per ridurre al minimo la pdc. L'esempio classico è il papavero in primo piano con lo sfondo sfocato, oppure gli scatti alla via lattea che sono impossibili da fare a f/11. 

Nel ritratto invece il discorso spesso si inverte. Spesso, non sempre. Le lenti da ritratto in genere hanno una migliore resa al centro a diaframmi aperti, questo perchè è essenziale avere una ridotta pdc ed in fin dei conti la nitidezza ai bordi non solo non costituisce un problema ma è un effetto che si cerca. Anche in questo caso però dipende. Negli scatti in studio, pubblicitari, fashion si scatta generalmente a f/8 o f/11 proprio perchè si cerca una maggiore nitidezza su tutta la figura. Ma anche in questi 2 casi esiste anche il contrario, cioè non è detto che il risultato che voglio ottenere per uno scatto fashion sia per forza quello classico, posso anche utilizzare altre idee, cosi come il ritratto in esterna non è detto che lo si faccia sempre a tutta apertura. L'esempio classico è il ritratto di gruppo: se metto a fuoco il soggetto davanti non avrò a fuoco la persona che sta alle spalle e a quel punto chiuderò un po' per avere maggiore pdc. 
Questo in relazione anche alla lente utilizzata ed alla distanza tra lente e soggetto: se sono a 24mm chiudere da f/2.8 a f/4 mi porta ad avere una maggiore pdc che chiudendo della stessa misura con una focale di 70mm. Meno distanza c'è tra la lente e il punto di messa a fuoco minore sarà la profondità di campo.

Una cosa che spesso non viene detta: la dimensione del sensore influisce sulla pdc: più un sensore è grande più è facile ottenere una ridotta pdc. Questo è anche uno dei motivi per cui per i ritratti si usano delle full frame. Riguardo alla tua macchina con sensore da 1 pollice, avere tutto a fuoco è molto più facile che con una macchina con sensore più grande. Sarà più difficile invece sfocare lo sfondo rispetto ad una macchina full frame

In ogni caso se vuoi dare uno sguardo più approfondito alle caratteristiche delle lenti e delle macchine puoi dare uno sguardo a dxomark.com. Qui trovi tutti i grafici di quasi tutte le lenti e macchine. È un sito indipendente che non viene pagato dalle case produttrici ed è il punto di riferimento in questo campo.
Gran bella disamina, "IPERFOCALE" molti pensano che si tratti di una malattia rara:D su molte ottiche che la maggior parte non legge, sono indicati i valori. Caro @SergioRapagna , visto che ti trovi in gioco e sicuramente useresti una dialettica migliore della mia, potresti approfondire anche il discorso legato agli iso, altra malattia rara che non andrebbe considerata solo in rapporto alla luce esterna ma per le specifiche proprie del sistema. Legato alla sensibilità  del sensore ecc. Non solo per regolare i tempi di scatto. Potresti, sempre se ne hai voglia, spiegare la differenza tra uno scatto fatto a 200 iso ed un altro fatto con sensibilità  400 o superiore. Molti pensano che la "chiarezza" sia solo un effetto di PS.
Un caro saluto e a rileggerti presto👍
5 anni fa  
LeggendaModeratoreGuruPrecisinoGiudice medio

kalonik

https://www.google.com/amp/s/clubdelbokeh.wordpress.com/2013/12/15/tamron-24-70mm-f2-8-di-vc-usd/amp/


La tuttofare che uso ultimamente;)
5 anni fa  
LeggendaModeratoreGuruPrecisinoGiudice medio

SergioRapagna

@kalonik quando si parla di diaframma, otturatore, profondità di campo, si rimane sempre in ambiti tecnici mediamente comprensibili un po’ a tutti; parlare di ISO è molto più complesso perché si entra in tecnicismi complessi e standard internazionali. 
Se interessa possiamo mettere in cantiere una guida agli ISO tra qualche settimana. In ambito fotografico ci sono più leggende e falsi miti sugli ISO che in qualsiasi altra questione. 
Se una foto “generica” è esposta correttamente o se si è esposto leggermente a destra, nelle macchine professionali moderne tra una foto a 100 ISO ed una a 800 ISO non si nota differenza nemmeno in stampe di grande formato. Ho usato foto scattate a 12800 ISO anche in album di matrimonio, ma usare 400 ISO con flash in studio o in pieno giorno non ha senso
5 anni fa  
GroupieLeggendaModeratoreGuruTerminatorGiudice medioDocenteCyranoEminenza

CLOSE-ENOUGH

La nitidezza, la messa a fuoco perfetta, la profondità  di campo ampia, sono elementi importanti per foto ptofessionali che richiedono la riproduzione perfetta dei particolari e dei singoli dettagli, sia che si tratti dei RIS che delle foto destinate a un pubblico, magari quello di fotocontest (o degli epigoni di A.Adams e del gruppo f.64 )che ami questo aspetto,  meno per chi ricerchi la morbidezza nel ritratto o nelle foto dove la sfumatura può  avere una valenza espressiva .
Non è  che le cose siano in alternativa o in contrapposizione o che si debba fare necessariamente una scelta di campo ; anzi gli interventi di Sergio, Laura, Mirko e di tutti gli altri che uniscono appunto la " CHIAREZZA " dell' esposizione, alla passione e perché  no allo stile e alla classe delle  immagini loro e di quelli che propongono ad esempio delle loro istruzioni prova sia possibile conciliarle.
Ma insistere su dati tecnici a scapito di temi espressivi, comporta , anche non volendo, una deriva verso il manierismo e l  ' accademia che ad esempio fa scrivere  " Una foto mossa non è  sempre sbagliata " , frase apparentemente piatta e lapalissiana, ma che in realtà  sottende una scelta di campo verso appunto il tecnicismo, legittima ma  " non sempre corretta ".
Ora che le votazioni per "Simmetrie" sono concluse, e che quindi il richiamo al commento della mia foto è  possibile, vi invito a riflettere sulla
Frase di Carroll che integra la mia foto Bivio sulla metro di Berlino : che strada devo prendere? Dove vuoi andare ? Non lo so! Allora è  indifferente" , ovvero vuoi realmente fare un ritratto con una nitidezza esasperato o privarti della forza espressiva di un immagine sporca, rumorosa, sgranata, mossa,ruvida, opaca etc.etc. se questi difetti apparenti in realtà  sono funzionali a veicolare delle sensazioni?
5 anni fa  
LeggendaModeratoreGuruSentinellaGiudice medio

kalonik

Ma io credo che il discorso sia partito per un chiarimento puramente tecnico e non assolutamente di" carattere";)
5 anni fa  
LeggendaModeratoreGuruPrecisinoGiudice medio

kalonik

Caro @SergioRapagna  credo che possa essere oltremodo utile affrontare un discorso legato agli iso e visto che sei tu che ti ci metti in queste situazioni:D sarebbe altrettanto utile inserire nel discorso exp a dx in relazione al recupero in post e in rapporto e quello che accade in relazione al rumore se ci si muove al contrario.
5 anni fa  
LeggendaModeratoreGuruPrecisinoGiudice medio

SergioRapagna

Un lavoraccio insomma😂 lo farò ma con ritmi circadiani che siamo nel pieno della stagione dei matrimoni e il tempo mi è tiranno 
5 anni fa  
GroupieLeggendaModeratoreGuruTerminatorGiudice medioDocenteCyranoEminenza

kalonik

SergioRapagna ha scritto:
Un lavoraccio insomma😂 lo farò ma con ritmi circadiani che siamo nel pieno della stagione dei matrimoni e il tempo mi è tiranno 
:D mi piacerebbe ma sicuramente non ho la tua pazienza ne il tuo modo chiaro di esporre. Senza contare che al primo "ma" potrebbe partirmi l' embolo:D:D:D Sperando che tutti poi ne facciano buon uso:thumbsup:
5 anni fa  
LeggendaModeratoreGuruPrecisinoGiudice medio